Dal 27 luglio al 24 agosto, la galleria non opererà con l'orario usuale, per appuntamenti telefonare al 3398447653 o scrivere a elena@elenasalamon.com.

HOKUSAI KATSUSHIKA, IL FUJI DAL TRAGHETTO SUL FIUME OI n. 90

HOKUSAI KATSUSHIKA, IL FUJI DAL TRAGHETTO SUL FIUME OI n. 90

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Oigawa okegoe no fuji

Serie: Cento Vedute del Fuji, Fugaku Hyakkei

Tecnica:nishikie, xilografie in due toni di grigio e uno di rosa.

Formato:hanshinbon koban (mm circa 183x123)

Formato:hanshinbon koban dittico (mm circa 183x253)

Firme: Zen Hokusai Iitsu aratame Gakyorojin Manji

Sigillo dell’artista: Fuji no Yama

Date: 1834- 1836.

Incisori:Egawa Tomekichi e Tsentaro

Editori:Nishimura Yuzo, Eirakuya Toshiro.

Bellissima prova con buoni contrasti, in una quarta edizione pubblicata da Tohikedo nel 1852 con il caratteristico tono di rosa. Impressa su carta del Giappone, in ottimo stato di conservazione, con margini intonsi tutt’intorno oltre la linea marginale.

 

Bibliografia:

Calza G.C. Hokusai, il vecchio pazzo per la pittura, Milano 1999-2000, Londra, 2003.

Calza G.C. Hokusai, le cento vedute del Fuji, Milano, 1982.

Dickins F.V. Fugaku hiyaku-kei: one hundred view of Fuji by Hokusai, Londra, 1880.

Forrer M. Hokusai, prints and drawings, Londra, 1991.

Hillier J. The art of Hokusai in book illustration, Londra, 1980.

Lane R. Hokusai, vita ed opere, Milano, 1991.

Salamon Villa T., Le cento vedute del Fuji,Torino, 1975.

Smith II H. Hokusai: one hundred view of Fuji by Hokusai,Londra, 1988.

 

È rappresentato un traghetto a tinozza sul fiume Oi.

Pratica soluzione, in uso fino al tardo periodo Meiji (primi anni del xxsecolo) per attraversare i fiumi.

La politica degli shogunTokugawa NO CORSIVO limitava al massimo, per motivi militari, la costruzione dei ponti a scavalcare i fiumi o di altre grandi opere tese favorire la viabilità interna. Veniva così ostaco­lato l’eventuale spostamento repentino di grandi masse di truppe che potevano convergere su Edo e mi­nacciare il loro potere.

In Edo “non potevano entrare armi od uscire donne”. Così, popolarmente veniva sintetizzata un’altra misura di sicurezza, quella che obbligava i daimyo, signori feudali, a lasciare in città, quale ostaggio, le mogli e le figlie quando dovevano recarsi nei loro possedimenti.