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Collezione: Salvo (Salvatore Mangione)

(Leonforte 1947 - Torino 2015)

Salvo, pseudonimo di Salvatore Mangione, è stato un artista italiano la cui ricerca fu attraversata dal rapporto costante con il passato e con la storia della cultura.
Nato a Leonforte, nel 1956 si trasferì con la famiglia a Torino, che diventò la sua città d’adozione. Rientrato da un soggiorno parigino nel 1968, iniziò a frequentare gli artisti che operavano nell’ambito dell’Arte Povera e che trovarono il loro punto di riferimento nella galleria di Gian Enzo Sperone – tra di loro Alighiero Boetti, di cui diventò amico, Mario Merz, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, e i critici Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. 
Dall’inizio degli anni Sessanta dipinse e si mantenne vendendo a poco prezzo ritratti, paesaggi e copie da Rembrandt e Vincent Van Gogh. Si occupò anche di lavori fotografici ed eseguì lapidi in marmo su cui erano incise parole o frasi: opere che, pur maturate nel contesto dell’Arte Povera, mostravano nelle connotazioni monumentali e arcaicizzanti un carattere peculiare e precorritore della sua futura ricerca.
Nel 1973, anno della svolta, tornò alla pittura per non abbandonarla mai più, recuperando le tecniche tradizionali. La citazione di opere antiche non implicava la sola copia, ma il rifacimento in chiave semplificata, dove l’artista talvolta inseriva se stesso con il procedimento dell’autoritratto.
Dal 1976 elaborò una serie di paesaggi in cui proponeva, con colori squillanti, cavalieri tra rovine architettoniche e visioni di colonne classiche, viste in vari momenti del giorno e della notte. Tra la fine del 1979 e il 1980 dipinse altri paesaggi con case di campagna, chiese e monumenti, in cui comparivano alberi d’ispirazione giottesca e vegetazioni prima quasi inesistenti. Negli anni successivi la sua pittura si rivolse al soggetto delle pianure, introducendo un nuovo taglio prospettico nei suoi paesaggi. Trascorse molto tempo a Costigliole d’Asti, tra Langhe e Monferrato, i cui paesaggi collinari si ritrovavano nelle sue opere più recenti.
Le acquatinte di Salvo declinano con coerenza i temi della pittura: gli stessi paesaggi collinari, le stesse luci sospese tra giorno e notte, la stessa capacità di costruire un’immagine che sembra sempre sul punto di diventare ricordo. L’acquatinta lavora per morsura acida su lastre separate, una per ogni colore, stampate in sequenza: una tecnica che restituisce morbidezza e profondità cromatica, e che nelle mani di Salvo produsse fogli in cui la luce sembrava depositarsi sulla carta con la stessa dolcezza con cui si depositava sulle colline.

6 prodotti
  • SALVO (SALVATORE MANGIONE), Dopo la nevicata, 1990
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  • SALVO (SALVATORE MANGIONE), Uno strano cocktail, 1991
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  • SALVO (SALVATORE MANGIONE), Notturno, 1991
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  • SALVO (SALVATORE MANGIONE), Marzo, 1990
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  • SALVO (SALVATORE MANGIONE), Paesaggio, 1990
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  • SALVO (SALVATORE MANGIONE), Primavera, 1990
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