Dal 24 luglio al 24 agosto, la galleria non opererà con l'orario usuale, per appuntamenti telefonare al 3398447653 o scrivere a elena@elenasalamon.com.

HOKUSAI KATSUSHIKA, IL FUJI DA UNA MACCHIA DI BAMBÙ  detta LE CANNE n. 34

HOKUSAI KATSUSHIKA, IL FUJI DA UNA MACCHIA DI BAMBÙ detta LE CANNE n. 34

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Takebayashi no fuji

Serie: Cento Vedute del Fuji, Fugaku Hyakkei

Tecnica:nishikie, xilografie in due toni di grigio e uno di rosa.

Formato:hanshinbon koban (mm circa 183x123)

Formato:hanshinbon koban dittico (mm circa 183x253)

Firme: Zen Hokusai Iitsu aratame Gakyorojin Manji

Sigillo dell’artista: Fuji no Yama

Date: 1834- 1836.

Incisori:Egawa Tomekichi e Tsentaro

Editori:Nishimura Yuzo, Eirakuya Toshiro.

Bellissima prova con buoni contrasti, in una quarta edizione pubblicata da Tohikedo nel 1852 con il caratteristico tono di rosa. Impressa su carta del Giappone, in ottimo stato di conservazione, con margini intonsi tutt’intorno oltre la linea marginale.

 

Bibliografia:

Calza G.C. Hokusai, il vecchio pazzo per la pittura, Milano 1999-2000, Londra, 2003.

Calza G.C. Hokusai, le cento vedute del Fuji, Milano, 1982.

Dickins F.V. Fugaku hiyaku-kei: one hundred view of Fuji by Hokusai, Londra, 1880.

Forrer M. Hokusai, prints and drawings, Londra, 1991.

Hillier J. The art of Hokusai in book illustration, Londra, 1980.

Lane R. Hokusai, vita ed opere, Milano, 1991.

Salamon Villa T., Le cento vedute del Fuji,Torino, 1975.

Smith II H. Hokusai: one hundred view of Fuji by Hokusai,Londra, 1988.

Il Fuji si intravede da un’elegante cortina di bambù.

La superba bellezza di questa composizione, più complessa di quanto possa apparire, è frutto del gioco del doppio ventaglio dei bambù (maturi quelli in primo piano, giovani ed ancora ricoperti della loro guaina quelli sullo sfondo) i cui fusti dalla linea incurvata ricalcano quella, estremamente lineare e pura, dei versanti della sacra montagna che si erge, bianca, in lontananza.

Il bambù sa resistere al vento più impetuoso, sopporta inverni freddi ed estati molto calde. Nell’iconografia classica è simbolo di flessibilità, forza e capacità di adattamento.