Litografia originale a colori da papier gouache-découpé. Bibliografia: Dutuit 67. (mm. 332×392).
Al verso:
LE PAS DU PATINEUR «LE LANCÉ» e LE PAS DU PATINEUR «LE RETENU», 1938
Silografie originali a colori, monogrammate in lastra.
Bibliografia: Dutuit 721 e 722.
(mm. 205×147 e mm. 198×151).

Tavola fuori testo di Verve vol. 1, n. 4. Perfetti esemplari. Impressi nel 1934 da Fernand Mourlot per l’editore Teriade. In perfetto stato di conservazione, con piega centrale e margini editoriali.

Il tema della danza è certamente quello che più ha affascinato Matisse. Il maestro, infatti, si dedicò costantemente durante tutto l’arco della sua vita allo studio della figura umana e delle sue possibilità espressive indagando, in particolare, le posture assunte durante la danza. Ricordiamo, ad esempio, gli studi per La gioia di vivere degli inizi del secolo, la famosa La danza del 1910 (uno dei massimi capolavori dell’arte figurativa del Novecento, oggi esposto all’Ermitage di Leningrado), le ballerine degli anni Venti e infine le silhouettes dei papier gouache-découpé degli anni Quaranta e Cinquanta. Tale indagine, del resto, nasceva dall’esigenza degli artisti dell’epoca di trovare nuovi linguaggi atti a sostituire il precedente linguaggio allegorico nella comunicazione dei sentimenti: Matisse e i Fauves approfondirono l’espressività delle forme plastiche portando avanti gli studi di Redon, di Gauguin, di Munch e di Bonnard.
Nel 1937 l’editore Tériade, che stampò e diffuse molti “libri d’artista” di Matisse, iniziò la pubblicazione di Verve, definita allora “la rivista più bella del mondo”. In occasione dell’uscita del quarto numero, Tériade volle dedicare una parte del volume al famoso dipinto di Matisse del 1910 La Danza, ma non era sua intenzione riprodurre l’opera essendo vivo l’artista. Nella filosofia della “rivista più bella del mondo” i maestri chiamati a collaborare (oltre a Matisse, Rouault, Bonnard, Picasso, Derain, Chagall, Miró e altri ancora) dovevano inventare o reinventare le immagini affinché queste risultassero più espressive. Dunque Matisse reinterpretò La danza. Per accentuare tale fatto, come abbiamo modo di osservare qui affianco, raffigurò il dipinto su un cavalletto, realizzato tramite papier gouache-découpé (carta dipinta e ritagliata), come per suggerire che il suo lavoro continuava e che era suscettibile di ulteriori elaborazioni. Infatti l’immagine ebbe una metamorfosi: i colori cambiarono e i contorni delle figure pur mantenendo le silhouettes subirono delle modifiche risultando più marcati.
Un’opera nuova, insomma, che ci affascina e che trasmette chiaramente i significati espressi da questo suo grande affresco di vita.
Sempre sullo stesso tema, al verso del foglio, si trovano due affascinanti silografie su linoleum che rappresentano il movimento dei pattinatori, Il lanciato e Il trattenuto, tramite silhouettes che potrebbero essere confuse con armoniose immagini della natura.