Nishiki-e Silografia a colori, firmata in lastra: Zen Hokusai Iitsu hitsu

Serie: Fugaku sanju rokkei Ura Fuji (Le trentasei vedute del Monte Fuji – prima serie)

Data: 1830-32

Formato: oban yoko-e (mm. 253×370)

Editore: Eijudo (mancante)

Censore: kiwame (mancante)

Bibliografia: Forrer 94.107.40, Lane 289.141.16, Forrer & Goncourt 264.18, Hokusai Museum II.63, Calza V.35.16.

Magnifica prova con colori brillanti nella seconda edizione su due con il le­gno chiave inchiostrato in nero caratteristico di questa edizione pubblicata in­sieme alla seconda parte delle vedute dette Ura Fuji. Impressa su carta del Giappone databile nella prima metà del xix secolo. In perfetto stato di con­servazione, ad eccezione di leggerissime abrasioni al verso, di un restauro perfettamente eseguito nell’angolo superiore destro, tracce di piega centrale appena visibile al recto peraltro quasi sempre presente. Completa della parte incisa.

Un gruppo di viaggiatori sta cercando di misurare a bracciate la circonferenza di un gigante­sco pino al passo di Mishima nella provincia di Kai (l’attuale prefettura di Yamanashi). Il passo di Mishima si trova in una zona montagnosa a nord del Monte Fuji, vicino al confine fra la provincia di Kai e quella di Suruga.

In questa stampa Hokusai ha inserito due elementi sicuramente attinti dalla tradizione occi­dentale. In primo luogo, c’è il senso della prospettiva o della profondità, richiamato dalla ma­estosa presenza del gigantesco pino in primo piano; anche il Monte Fuji, in lontananza, sem­bra al confronto relati­va­mente piccolo. Questo elemento era già stato esplorato verso la fine del xviii secolo da pittori come Shiba Kokan (1747-1818) e Aodo Denzen (1748-1822). Nelle stampe tuttavia si riscontrano alcuni esempi precedenti a Hokusai, e qualche anno dopo Hiroshige si è servito dell’elemento nella sua serie Cento famose vedute di Edo (1856-1858). L’altro elemento desunto dalla tradizione occi­dentale ri­guarda la tipica formazione delle nu­vole, che compare i vari disegni della grande serie pae­saggistica di Hokusai. L’artista aveva già sperimentato questo tipo di nuvole in opere precedenti, in particolare in due serie di pic­cole stampe risalenti ai primi anni dell’Ottocento, fatte a imitazione degli incisori in rame oc­cidentali. Nel settimo volume dei Mangwa (1817), l’autore aveva inserito una ve­duta del passo di Mishima con nuvole di simile effetto, anche se i pini in primo piano erano molto più piccoli. Buona parte dell’efficacia di questa stampa è dovuto alla cura dello stam­patore nell’ammorbidire i pigmenti sui suoi legni per ottenere una buona gradazione.

(cfr. M. Forrer Hokusai, Londra 1991 n. 20).

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