Collezione: Capogrossi Giuseppe

(Roma 1900 - Roma 1972)

Giuseppe Capogrossi è stato uno dei massimi esponenti dell’Astrattismo italiano del Secondo dopoguerra. Dopo una prima fase figurativa legata alla Jeune École de Rome, alla fine degli anni ’40 svuotò la tela da ogni riferimento naturalistico per fondare un alfabeto visivo unico, basato sul celebre “segno a forchetta”: una geometria modulare combinata in infinite variazioni spaziali.

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  • CAPOGROSSI GIUSEPPE, Composition, 1958
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  • CAPOGROSSI GIUSEPPE, Entre le rouge et le vert, 1969
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Giuseppe Capogrossi: il Maestro che ridefinì l’incisione del Novecento

Questa intuizione trovò la sua massima espressione proprio nel campo della grafica originale, a cui Capogrossi dedicò con rigore geometrico ed eccezionale maestria tecnica. Attraverso la litografia, l’acquaforte e la serigrafia, l’artista sperimentò la purezza del contrasto tra bianco e nero e l’uso assoluto del colore piatto, elevando l’opera moltiplicata a perfetto laboratorio concettuale del suo segno. 
Vincitore del Premio per la Grafica alla Biennale di Venezia del 1962, ridefinì l’incisione del Novecento, rendendola fulcro essenziale della sua ricerca spaziale e ritmica.